Vitigno presente per lo più nel territorio Alessandrino anche lui ha rischiato l’estinzione per la poca diffusione.
Il nome
Carica l’Asino: si pensa che il nome derivi dal fatto che come varietà producesse molta uva e di conseguenza ci fosse la necessità di farsi aiutare da un asino per portarla in cantina.
Barbera bianca: viene anche chiamato Barbera Bianca per un discorso di similitudine da un punto di vista morfologico del grappolo ma non vi è nessun grado di parentela da un punto di vista genetico

Origine
Si pensa che la varietà sia nata da un incrocio spontaneo mentre sulla provenienza ci sono due scuole di pensiero:
Provenienza locale visto che uno dei genitori è Timorasso.
Il vitigno sia arrivato dalla Liguria attraverso l’antica via del sale.
Caratteristiche Tecniche
Nessun legame con il Barbera N.

Maturazione media.
Elevata acidità.
Vigore contenuto, ma produttiva.
Acini soggetti ad appassire.
Un po’ di storia
1980 – 1990 Trovati i primi filari
Nel comune di Strevi di questa varietà si trovavano solamente alcuni filari.
I contadini chiamavano quest’uva in dialetto strevese : “Carialoso”.

1991 – L’azienda Marenco
L’azienda Marenco confrontandosi con i contadini locali si impegna nel ricercare delle piante di questa varietà nelle campagne strevesi.
A seguito di un’attenta ricerca sul territorio trova abbastanza materiale per creare il primo vero vigneto di Carica l’Asino.

Primi problemi
Il primo vigneto comporta molto lavoro e poca quantità di uva prodotta. Molte piante, infatti, non arrivavano a maturazione.
2017/2018 – Progetto di recupero
2017 l’azienda da al vivaio di Rauscedo delle marze sane per ottenere delle barbatelle di buona qualità. Dal primo vigneto solo tre piante risultavano non attaccate da virosi.

2018 con le barbatelle riprodotte viene creato il vigneto di circa 0,5 ha da cui oggi l’azienda produce il suo Carica l’asino.


