Uno dei tesori nascosti del Piemonte, un vitigno che potremmo definire “di frontiera” tra le famiglie delle Malvasie e quelle dei Moscati.
Il nome

Il Piemonte è ricco di varietà ad aroma primario: ciò è dovuto alla precoce diffusione sul territorio non solo del moscato bianco già dal 300, ma anche di una sua discendente, che i testi storici chiamano con nomi vari:
- Malvasia profumata d’Asti
- Malvasia odorosissima
- Malvasia di Parma

A seconda delle zone assumeva dei nomi differenti:
Monferrato: Malvasia Greca o Moscato Greco
Roero: Grec
Tortonese: Mosella
Caratteristiche Tecniche
La malvasia moscata ha uno sviluppo ordinato dei tralci, decisamente assurgenti e con una generosa produttività, sia compositivo, con un aromaticità decisa, un buon accumulo zuccherino, un’acidità sufficiente (e superiore a quella del moscato bianco).

Come il moscato bianco da una piacevole aromaticità a livello olfattivo, ma a differenza di quest’ultimo la malvasia moscata è però in grado di fornire vini secchi privi di note amare sgradevoli.
L’origine della Malvasia Moscata
Questa varietà si è probabilmente diffusa tra Piemonte, Lombardia e l’Emilia.

Una caratteristica distintiva di questa varietà ora quasi scomparsa era l’avere fiori privi di una parte maschile funzionale.
La parte femminile del fiore necessitava quindi di polline proveniente da altre varietà per poter allegare un frutto.
Periodo prefilosserico: In questo periodo questa caratteristica non era troppo dannosa, poiché, per tradizione i vigneti erano polivarietali e pertanto non mancavano mai impollinatori.
Ciò garantiva alla discendenza nata dai suoi semi maggiori vitalità e vigore.
Dando origine a una progenia numerosa.
Questa promiscuità negli anni ha dato origine a diverse varietà come:
Ruchè
Malvasia di Casorzo
Malvasia di Candia aromatica
Malvasia Moscata
Periodo Post-fillosserico
A seguito della fillossera la conduzione dei vigneti si è modernizzato puntando più su impianti monovarietali, di conseguenza si è puntato su varietà ermafrodite.
Aree di diffusione della Malvasia Moscata
Tra i vari discendenti, la Malvasia Moscata, ha conosciuto uno sviluppo abbastanza diffuso sul territorio piemontese, principalmente nel Torinese, Tortonese, Monferrato e Roero.
Un po’ di storia
Iscrizione al registro – 2012
Nel 2012 al momento di presentare al ministero la richiesta d’iscrizione al Registro di questo vitigno, si decise di denominarla malvasia moscata, facendo riferimento al suo spiccato aroma terpenico e a una citazione seicentesca francese di una malvoisie musquée allora tipica del Piemonte.
Curiosità
All’epoca della registrazione non si sapeva che questa storica citazione si riferiva probabilmente alla Malvasia di Parma-Asti e non alla malvasia moscata sua discendente.
La Malvasia Moscata oggi
A differenza della Nascetta, la Malvasia Moscata è ancora più frammentata sul territorio.
Ettari: I numeri sono molto piccoli, stimati globalmente sotto i 10-15 ettari totali in tutto il Piemonte, rendendola una vera rarità per appassionati.


