Il nome
«Nas-cetta» o «Anascetta», nasce nel cuore del territorio del Barolo, più precisamente nel comune di Novello.
Caratteristiche Tecniche

- Pedigree ignoto
- Vegetazione disordinata
- Produzione incostante
- Buon equilibrio zuccheri – acidità
- Un bianco longevo e di struttura
- Profumi floreali e di miele
L’origine
Secondo la ricerca effettuata dalla professoressa Anna Schneider, la Nascetta si colloca nel gruppo dei vitigni piemontesi, parendo vicina geneticamente alle cultivar minori del territorio Saluzzese e del Roero.
Non è stato trovato, finora, alcun rapporto genitore – figlio.
Cenni storici
Le prime tracce documentali che parlano di questo vitigno sono della seconda metà dell’ottocento.
In quasi tutte si fa riferimento al comune di Novello e alle zone limitrofe, per questa ragione è molto probabile che si tratti di una varietà autoctona.

La prima menzione – marzo 1874
In un resoconto dell’esposizione e fiera enologica di Torino, tenutasi l’anno precedente troviamo la più antica menzione al vitigno fatta da Giovanni Battista Cerletti che afferma:
Nascetta amabile, annata 1872 – prezzo 2 lire/bott. – Provenienza : Comune di Novello Proprietario Sig. Quarone Giuseppe Punteggio ottenuto: punti 90.
Conte Giuseppe di ROVASENDA (1824 – 1913)
Cita la, Anascetta in almeno due pubblicazioni:
SAGGIO DI UNA AMPELOGRAFIA UNIVERSALE – 1877.
«un uva delicatissima e un vino squisito»
ELENCO e QUALITÀ dei VITIGNI COLTIVATI nella PROVINCIA di CUNEO 1879.
«Nascette o Nascetta o Danascette: uva bianca; vitigno assai produttivo; maturazione ordinaria; vino dolce serbevole, coltivato al colle».

Stefano Jacini 1877 – 1884
L’Inchiesta Jacini (ufficialmente Inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola) è stata la più importante indagine conoscitiva sull’agricoltura e sulla società rurale condotta nell’Italia post-unitaria.

Svoltasi tra il 1877 e il 1884, fu istituita dal Parlamento del Regno d’Italia e presieduta dal senatore lombardo Stefano Jacini, un esponente della Destra storica esperto di economia agraria.
L’inchiesta agraria
All’interno di questa inchiesta troviamo due citazioni della Nascetta:
Lorenzo Fantini
Giovanni Gagna
Lorenzo Fantini
All’interno dell’inchiesta voluta da Jacini trova spazio una Monografia sulla viticoltura ed enologia della provincia di Cuneo in cui troviamo una descrizione sulla varietà Nascetta:
Anascetta, questo vino è quasi esclusivamente prodotto nel territorio di Novello. Riesce di colore alquanto più chiaro del moscato, ma è di finezza uguale.
Giovanni Gagna
A Novello e suoi dintorni coltivasi l’Anascetta (Nasco) che dà pur ottimo vino specialmente se associato al Moscato o alla Favorita di Corneliano d’Alba e dei comuni limitrofi. […] Dalle Uve Anascette puossi ancora ottenere vero vino del Reno quando se ne lasci fermentare a lungo il mosto e lo si invecchi con speciali cure nelle botti».
La crisi
Il quasi totale abbandono della coltivazione nel novecento di questa varietà si può attribuire a due fattori:
Alternanza produttiva e i rischi di aborti floreali
La rapida ascesa del Barolo.
1991 – Armando Gambera, Elvio Cogno e Franco Marengo
Il lamorrese Armando Gambera è il primo a scrivere un articolo su questo vitigno nel 1991 sul notiziario economico della CCIAA.
Elvio Cogno porta Gambera da uno degli ultimi produttori di questa uva, Franco Marengo.
A seguito di questo articolo l’iter della riscoperta di questo vitigno prende due strade separate.
Una legata ai produttori di novello che sperimentano con le poche piante a disposizione.
L’altra legata all’aspetto scientifico e burocratico.
I primi assaggi
Grazie a quella degustazione che Elvio Cogno e Valter Fissore assaggiarono una vecchia annata 1983 di Nascetta e capirono il potenziale anche sul lungo periodo.
1991 – Comune di Novello
Nell’agosto del 1991 il comune di novello incarica Mario Ubigli e Carlo Arnulfo di preparare la documentazione scientifica necessaria per l’inserimento della nascetta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite.
Elvio Cogno e Valter Fissore – 1994
Elvio Cogno e Valter Fissore danno origine alla prima vendemmia di Nascetta.
Le uve, non esistendo ancora vigneti coltivati a sola Nascetta, devono essere reperite vagando tra i filari di Novello, riconoscendo e recuperando grappolo dopo grappolo, quasi si trattasse di uno scavo archeologico.
Si producono così le prime 800 bottiglie.
Un iter lungo – luglio 2000
Solo nel luglio del 2000 la relazione tecnica del CNR di Torino fatta dal prof. Mannini verrà inviata all’assessorato all’agricoltura della regione Piemonte.
Il riconoscimento legale arriva nel novembre 2001.
L’anno seguente viene ufficializzata la Doc Langhe Nascetta
Nel 2010 verrà inserita la menzione aggiuntiva Comune di Novello.
Lo sviluppo della nascetta dal 2010 ad oggi

2010: All’epoca del riconoscimento della DOC, gli ettari erano pochissimi (meno di 10).
2020: Circa 36 ettari, di cui 23,7 dedicati alla DOC “Langhe Nascetta” e 12,4 alla tipologia “Langhe Nas-cëtta del Comune di Novello”.
Oggi (2025/26): Si stima una superficie totale che supera i 41 ettari, con una produzione complessiva di circa 250.000 bottiglie.


